NOME SCIENTIFICO: Mentha sp
FAMIGLIA: Lamiaceae
NOMI VOLGARI: menta, menta piperita, mentastro
ETIMOLOGIA: dal greco “minta”, nome di una specie del genere. Genere difficile, nel quale sono state descritte molte decine di specie e d’ibridi. Le mente prediligono luoghi più o meno umidi, crescono in tutto il territorio, fino a 1600 m. Fioriscono da maggio a settembre.

STORIA E TRADIZIONI
Dedicata alla ninfa “Mintha”, figlia del Dio dei fiumi Cocito, amata da Plutone e trasformata in pianta, dall’aspetto umile, da Proserpina compagna di Plutone.
Il posto occupato nella mitologia, indica quanto la pianta fosse conosciuta fin dai tempi antichi.
Ce ne parla Plinio, indicandola come eccitante per l’appetito e consigliandone l’infuso contro mal di gola e delle tonsille, le emorragie d’origine gastrica e polmonare, il vomito, il singhiozzo e contro le parassitosi intestinali. L’autore comasco accenna alle presunte proprietà anafrodisiache della pianta.
Galeno e Dioscoride, al contrario, pur condividendo la maggior parte delle indicazioni pliniane, considerano la menta come un afrodisiaco.
Mattioli consiglia l’infuso di menta come rimedio contro il colera, il singhiozzo e il vomito, e l’applicazione di foglie fresche sulla fronte per alleggerire il mal di capo. L’autore senese suggerisce l’uso abbondante della menta in cucina, perché l’aroma inebriante è “grato allo stomaco”.
Curiosa è l’indicazione secondo cui “messa nella natura delle donne avanti il coito, non le lascia ingravidare”.
Lemery (XVIII secolo) propose, nel suo trattato delle droghe semplici, la sua interpretazione sulle virtù eccitanti e tonificanti della pianta: “Mentha è dedicata a mente perché questa pianta rinforzando il cervello risveglia i pensieri e la memoria”.

PROPRIETÀ E IMPIEGHI
Tutte le mente, soprattutto quelle con sapore e odore grato, condividono le medesime proprietà medicamentose.
Della menta si usano le foglie le sommità fiorite, che si raccolgono da giugno a settembre, essiccandole all’aria ed all’ombra; si conservano poi in recipienti chiusi, al riparo dalla luce e dall’umidità.
Alla menta sono riconosciute proprietà spasmolitiche gastrointestinali, digestive, coleretiche, carminative, antidolorifiche, antifermentative e antisettiche intestinali, antivomitive, vermifughe. La menta è largamente usata in farmacia, oltre che per la sua proprietà medicamentosa, anche come correttivo del sapore, cosi come notevole è il suo impiego in liquoristica in pasticceria e dolciaria, in profumeria e cosmetica. La menta piperita è anche condimento molto popolare in molte cucine tradizionali.

ALCUNE PREPARAZIONI PER USO INTERNO
Infuso 3%: una tazza dopo i pasti principali, come digestivo e antidolorifico gastroenterico.
Vino medicato 3%: 2-3 bicchierini al di, come coleretico, carminativo. Prima di coricarsi concilia il sonno.
Vino medicato 6-8%: 2-3 bicchierini al di, come vermifugo.
Tintura 25%:1-2 cucchiaini, più volte nella giornata, contro le cefalee.
Olio essenziale:3-5 gocce, con miele o su uno zuccherino, 2-3 volte al di dopo i pasti, come antispastico e carminativo.
Polvere:1-3gr, più volte al di, come antispastico e carminativo.

ALCUNE PREPARAZIONI PER USO ESTERNO
Empiastro: foglie fresche pestate, applicate su punture d’insetti, traumi e aree doloranti, come antidolorifico.
Linimento alcolico 5%: qualche goccia applicata sulle zone dolorose, come antinevralgico.

*l’articolo è tratto dal n.121 della rivista di A.V.I. “L’Idea vegetariana”, scritto dal Dott. Gabriele Peroni.