Succede al Lorenteggio, dove Alessio Giordana ha esposto un cartello contro l’eutanasia di cani e gatti sani: “Mi chiedono di sopprimere animali in buona salute per motivi idioti: conviventi allergici, ferie o mobili graffiati. Basta, siete degli egoisti”

Milano, 3 dicembre 2014 – Dice di aver rinunciato da tempo a diventare ricco. E ora Alessio Giordana ha dovuto rinunciare, suo malgrado, anche al galateo.
Veterinario nel popolato quartiere Lorenteggio di Milano, ha affisso sulla porta del suo ambulatorio un cartello che ha fatto il giro del web: «Chiarisco il concetto, casomai fosse sfuggito. Il dottor Giordana, direttore sanitario di questo ambulatorio, si è rotto i c… di richieste di soppressione di animali che dovrebbero essere i vostri compagni di vita e invece sono solo un fastidio. Con buona pace dei vostri divani, caviglie, soprammobili, ferie, mariti allergici. Potremmo continuare a parlarne ma poi non saprei dove occultare i vostri cadaveri».

Parole rivolte ai clienti. «Più che la forma del messaggio, mi piacerebbe facesse scalpore il suo significato», dice Giordana. Eccolo: «Sono esasperato dall’egoismo di chi mi chiede di uccidere il proprio gatto o il proprio cane perché deve andare in ferie, perché non sopporta più di vedere il divano graffiato o perché va a convivere con un compagno allergico agli animali». «Motivi idioti e indegni – continua Giordana –. E la crisi non c’entra. Anzi, i meno abbienti sono quelli che hanno più cura dei propri animali e io li aiuto come posso». «Se rinascessi – scherza il ‘doc’, come lo chiamano in quartiere – farei il chirurgo plastico e girerei su auto di lusso». «Intendiamoci – riprende Giordana rifacendosi serio –: anche volere un cane è un atto di egoismo perché l’obiettivo è sentirsi gratificato dall’animale. Ma questo è normale. Invece è inaccettabile che per motivi ugualmente egoistici ma assai meno nobili, lo si voglia sopprimere».

Un primo cartello, in un italiano gentile, Giordana l’aveva affisso già nel 2004. «Ma venerdì di prima mattina ho ricevuto altre due richieste altrettanto idiote nel giro di un’ora e mezza e ho deciso di ribadire il concetto: gli animali sono esseri senzienti come noi, hanno una dignità e vanno rispettati fino in fondo. Non sono orsacchiotti di cui possiamo disporre a piacimento».