Fare la “festa”, conciare per le “feste” : è singolare come le principali ricorrenze, generalmente religiose, festeggiate da gran parte delle comunità umane, si trasformino, ammesso che non ce ne fossero già abbastanza, in un’ accentuazione dei massacri di animali. E così per la festa del Ringraziamento 150.000.000 di tacchini finiscono sulle tavole degli statunitensi, mentre per la islamica festa del Sacrificio e per la Pasqua cristiana o ebraica la parte del leone ( mi si conceda la frase poco “animalista”) la sopportano agnelli e ovini in genere, che a milioni vengono sgozzati e macellati per “festeggiare“ queste ricorrenze.
Per quanto riguarda la tradizione cristiana di celebrare la Pasqua cibandosi di carne di agnello perché così avrebbe fatto Gesù è doveroso ricordare don Mario Canciani, che fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 2008, aveva pubblicamente preso le difese degli agnelli massacrati in occasione nelle feste pasquali, sostenendo, da preparatissimo biblista, che Gesù era vegetariano.
Mario Canciani, storico parroco di San Giovanni dei Fiorentini, aveva aperto questa bellissima chiesa romana anche agli animali : gatti, cani, uccellini. Il fatto straordinario delle messe da lui celebrate a pochi passi dal Vaticano era che questi “amici” si comportavano benissimo, senza mai disturbare la liturgia, come fossero consapevoli del fatto che la loro presenza in un luogo di culto costituiva un grande, simbolico atto. E anche la chiesetta Mater Amabilis, a La Loggia, in provincia di Torino, su iniziativa di don Ruggero Marini, è stata cornice di un simile evento. Ad assistere alla funzione religiosa, oltre a tantissimi fedeli, anche cani, gatti, piccole cavie e pappagalli; i più disciplinati in chiesa, altri sul sagrato insieme a cinque splendidi cavalli. La Messa è stata celebrata con tre pesciolini che nuotavano nei contenitori disposti sull’altare e un insolito sottofondo di guaiti e miagolii.
Alla fine della funzione don Marini ha benedetto uno per uno gli oltre duecento animali presenti e, citando San Francesco, Giovanni Paolo II e Papa Francesco, dichiarava ai presenti: “I vostri animali sono attesi dalla vita eterna. Anche dopo la morte li incontrerete ancora. Oggi la nostra parrocchia è una piccola arca di Noè. E io sono convinto che un giorno ci rivedremo tutti assieme”
Questi episodi, insieme alle autorevoli prese di posizione nei confronti degli animali non umani sono incoraggianti ed emblematici del positivo cambiamento della Chiesa. Che, anche ai più alti livelli, si è espressa sull’ esistenza dell’ anima e la possibilità del Paradiso anche per gli animali.
Papa Francesco, durante l’udienza generale del 26 novembre scorso, dedicata al tema della vita e della morte, ha pronunciato parole di speranza in merito: “il paradiso è aperto a tutte le creature”, in proposito il Pontefice ha citato Paolo VI che, in una parrocchia romana, durante una catechesi affermò: “Un giorno rivedremo i nostri animali nell’eternità di Cristo” perché pur essendo “la parte più piccola della creazione divina, noi un giorno la rivedremo nel mistero di Cristo”. Il pensiero di Papa Francesco sembra essere in linea anche con il pensiero di Giovanni Paolo II che affermava: “La Genesi ci mostra Dio che soffia sull’uomo il suo alito di vita. C’è dunque un soffio, uno spirito che assomiglia al soffio e allo spirito di Dio. Gli animali non ne sono privi”.
Del resto una visione meno antropocentrica del creato, con l’ urgenza e la necessità di un mutamento radicale nella condotta dell’umanità, sono indicate chiaramente nella Lettera Enciclica LAUDATO SI’ . Ma se anche molti risultati sono stati raggiunti (oggi un italiano su dieci si dichiara rispettoso della vita degli animali, e quindi non li mangia), la strada per una vera Pace con gli animali è ancora lunga da percorrere dato che, soltanto in Italia, destinati al macello, si allevano 9 milioni di bovini, 9 milioni di suini, 13 milioni tra ovini e caprini, 500 milioni di polli, 50 milioni di galline ovaiole, 100 milioni di conigli e centinaia di milioni di pollame di vario genere. Senza contare gli animali selvatici viventi in libertà che a migliaia vengono braccati, cacciati, pescati.
Ci uniamo pertanto a coloro che ritengono che anche per gli animali ci debba essere posto in Paradiso. Sarebbe una giusta ricompensa per le sofferenze ed ingiustizie che continuano a patire su questa terra. Perché per miliardi di loro la terra è un inferno, e gli uomini sono i loro demòni.

Onide venturelli
Vicepresidente Associazione vegetariana Italiana