L’annosa questione del circo con gli animali, fra sostenitori e oppositori, sembra stia per risolversi in favore di chi ha sempre sottolineato quanto sia deprecabile sfruttare e snaturare gli animali con l’unico scopo di intrattenere ingenui spettatori.
Sino ad oggi il circo con gli animali, grazie ad una legge in vigore dal 1968, è stato considerato impresa con finalità sociale, idonea a ricevere contributi pari a circa 7 milioni di euro l’anno da parte del Ministero dei Beni Culturali dal Fondo per lo spettacolo.
Oggi però, grazie ad un disegno di legge presentato dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, approvato dal Consiglio dei Ministri e ora all’esame del Senato, il Governo potrà decidere di ridurre i contributi economici per i circhi, fino ad azzerarli nel 2018. Dal testo di legge, nella parte relativa alla riforma delle fondazioni lirico-sinfoniche, teatro, prosa, danza, spettacoli viaggianti e attività circensi, l’articolo 34 del Titolo III parla, di “revisione delle disposizioni in tema di attività circensi, specificamente finalizzate alla graduale eliminazione dell’utilizzo degli animali nello svolgimento delle stesse“.
Ciò significa che, se il testo di legge verrà approvato anche dal Senato, non vedremo più leoni e tigri in gabbia, elefanti, cavalli, scimmie ammaestrate, serpenti e via discorrendo, ma solamente spettacoli che mettono in risalto le doti circensi degli umani: largo spazio quindi agli acrobati, trapezisti, giocolieri, pagliacci, maghi e illusionisti.
Nella maggioranza dei paesi europei esistono già divieti parziali o totali sull’impiego degli animali nei circhi. In Grecia, a Cipro e a Malta i circhi con animali sono completamente vietati. Alcuni divieti parziali, relativi agli animali selvatici, sono da poco presenti nei Paesi Bassi, in Norvegia e in Belgio.
Un grande passo verso la civiltà dunque, che rispetta il volere del 68,3% dei cittadini italiani schieratisi, secondo dati Eurispes, contro i circhi con animali, e che si è meritato il plauso dell’ Associazione Vegetariana Italiana (A.V.I.), e di tante altre Associazioni che difendono la vita e la dignità di tutti gli animali. Si evidenzia che l’ A.V.I. annovera fra le finalità statutarie: promuovere il rispetto e la tutela dei diritti degli animali e prodigarsi per eliminare ogni sorta di crudeltà e vessazioni attuati nei confronti degli stessi; sostenere il rispetto delle norme internazionali, nazionali e locali finalizzate alla tutela dei diritti degli animali non umani, promuovendone l’applicazione ed i miglioramenti.