ACQUA FERTILE

Le serre ad acqua marina possono veramente salvare l’umanità dalla siccità e dare equilibrio alle produzioni agricole nel cambiamento climatico. È questo il commento più diffuso alla notizia che è giunta in questi giorni dall’Australia dove un’organizzazione di fattorie biologiche, le Sundrop Farms, hanno raccolto (e venduto) i loro pomodori alla grande catena di negozi alimentari “Coles”. Niente di strano, se non fosse che Sundrop Farms sta usando la coltura idroponica, il metodo di coltivazione di piante su un supporto di acqua trattata (dissalata) e senza bisogno di terreno, letame, diserbanti… Si tratta di un modo estremamente efficace per far crescere le piante, e sta ora diventando un’opzione importante per la coltivazione di prodotti alimentari in climi difficili, nei centri urbani o in zone dove l’acqua è scarsa, cattiva o non affidabile. In Cina, dove la popolazione supera il miliardo e 300 milioni di persone, per esempio, e dove il terreno è contaminato da cadmio e piombo, le persone cercano di acquistare alimenti biologici derivanti da colture idroponiche, perché più sicure.

COLTIVAZIONI SU GRANDE SCALA MA A BASSO IMPATTO

L’azienda Sundrop, da parte sua, ha dichiarato agli organi di comunicazione che si tratta del «primo sistema di coltivazione del suo genere ad aver raggiunto scala commerciale». L’impianto, infatti, è mastodontico: 65 ettari in cui sono stati investiti 200 milioni di dollari australiani (148 milioni di dollari) che ha compreso questi “acquisti”: un impianto di dissalazione, le serre proteggenti alimentate dal sole, che utilizzano 23.000 specchi, che riflettono a loro volta i raggi verso la parte superiore di una torre alta ricevente di 127 metri che trasforma il sole in elettricità.
Questa fonte di energia viene utilizzata per pompare acqua di mare da 5 km di distanza. Al di là dei pomodori prodotti, l’impianto produce anche 1 milione di litri di acqua fresca ogni giorno.
Tutto sembra avveniristico, ma il futuro è già qui, e sembra una scommessa che vale la pena di fare, visto l’aumento della richiesta di prodotti vegetali, soprattutto biologici e di origini controllata, sia per il consumo diretto sulle tavole sia per l’impiego come ingredienti principali nelle preparazioni artigianali e industriali.

A NORMA DI NATURA

E sembra veramente tutto a norma di Natura perché vengono sfruttate solo l’acqua di mare e la luce del sole. Anche in Italia abbiamo esempi virtuosi di colture idroponiche, per il momento ancora non molto conosciute: quella più estesa e avanzata si trova a Crevalcore, in provincia di Bologna e produce energia elettrica, energia termica ed è in partnesship con importanti aziende italiane per la produzione di frutta e verdura.
Che sia, una volta tanto, un buon futuro a misura di Natura?

Ilaria Beretta