Nei giorni scorsi, grazie al nostro avvocato Carlo Prisco, abbiamo salutato con gioia la sentenza del Tribunale dei Minori di Cagliari che rigetta il ricorso fatto contro una coppia di genitori vegani, che si erano rivolti a una struttura sanitaria pubblica per tenere sotto controllo la salute del loro bambino. Ecco le parole della sentenza: “Non sussistono violazioni dei doveri inerenti la potestà genitoriale poiché la scelta della dieta vegana, che non rappresenta di per sé una scelta biasimevole, se correttamente seguita secondo le indicazioni degli specialisti non costituisce alcun pregiudizio per la crescita di un minore”; e possiamo solo notare che alle notizie uscite sui media negli anni scorsi di genitori vegani e sprovveduti è stata data una risonanza assordante al punto da esserne deformata, di questa news positiva e rasserenante invece ne parla attualmente solo un sito specializzato.

Ma l’infanzia rimane per tutti noi al centro dell’attenzione non solo perché LORO saranno gli uomini e le donne del domani, ma perché chi è vegano e vegetariano sente una responsabilità quasi pressante nei confronti della Vita, soprattutto nelle sue forme più fragili. Tutte.

Come vivono i bambini le cui famiglie sono vegane e vegetariane? Come si rapportano agli altri bambini? Si sentono integrati o “strani”? Riescono a capire per bene che vivere dalla parte dei più deboli è uno stile di vita prima che un cibo? Eh sì, sono tante le domande che un genitore, ma anche un educatore, devono porsi davanti a queste scelte che sono sempre più diffuse e che ci fanno ben sperare in un mondo futuro fatto di persone attente, abituate a non considerarsi il centro del mondo ma parte integrante, e diverse da noi, basti guardare quale mondo lasciamo loro in dote!

E così, sia a scuola che a casa, il cibo è il veicolo più importante per stare in salute e anche per capire i meccanismi sociali di rispetto degli altri, uomini e animali, e della Terra, con il suo portato ambientale. Ma non di solo pane vive l’uomo, perché se il cibo è importante e basilare per una crescita fisica e mentale, anche i giochi, le compagnie e le letture hanno un ruolo fondamentale. Ciò che un bimbo vede, ascolta e legge sono anch’essi il suo pane quotidiano, anzi, l’apprendimento attraverso immagini, storie, manipolazione è proprio il protagonista della vita dei bambini che attraverso il gioco (apparente), l’ascolto e la lettura assorbono ed elaborano.

È uscito da poco il nuovo libro di Roger Olmos Amigos (Logos Edizioni, 2017): è la storia dentro una storia di una mamma che regala un libro alla sua bambina. Il protagonista della storia è un maialino e la bambina cade letteralmente dentro l’avventura che sta leggendo: avrà al fianco un amico così speciale e conoscerà amici animali nuovi e vivrà nella fantasia del racconto la bellezza di avere vicino gli animali ai quali si sente istintivamente legata. Ma un giorno tra la lettura di un capitolo e un altro, le viene messo nel piatto un pezzo di carne…

Raccontato tutto senza parole è una lettura che nasce dal disegno magistrale di questo autore spagnolo che tutti noi abbiamo imparato ad apprezzare con il libro Senzaparole (Logos Edizioni, 2014) e che, come dice l’autore stesso è: «fatta per i bambini da far leggere i genitori».

Un’altra lettura che si svolge sul doppio binario dell’adulto e del bimbo, della giocosità e dell’impegno etico, della filastrocca unita alla poesia di denuncia è l’opera di Vincent, veg poeta, che raccoglie nel suo libro Veg-Poeta, Pensieri Di-Versi e l’Anima degli animali (Anima Edizioni, 2016) una prima parte dei suoi versi e delle sue frasi celebri «Gli animali sono anti-stress, le persone sono stress-anti». 140 pagine che si leggono in fiato e che ci fanno ridere, sorridere e commuovere: vale la pena di regalarle a un ragazzino o anche di leggere qualche filastrocca ai bambini più piccoli. Il metodo di lavoro di Vincent potremmo sintetizzarlo in tre regole precise: “dire la verità, dire la verità, dire la verità”. Vincent, come d’altra parte Olmos, racconta la nostra quotidianità e la spoglia dei veli, delle bugie che si celano nelle nostre abitudini e nei nostri abiti mentali, basati sullo sfruttamento degli animali e dei più deboli, le nostre ipocrisie. E, a proposito di questo, leggiamo proprio la sua “Ippo-Crisie”
Se dici “amo i cavalli”,
Ma vai alla sala corse
Non sai quello che dici,
senza ma e senza forse.
Serva la mia strofa
A darti anche il tormento,
la rima che si posa
dove c’è lo sfruttamento.

E prendiamo qualche verso anche da “Il fantasma Formaggino”
… C’è il formaggio con i buchi
e c’è quello da spalmare,
mi interessa dei vitelli
che non possono obiettare.
Ribellarsi a tutto questo
E scappare via veloce,
solo noi possiamo farlo
perché siam la loro voce.

Olmos e Vincent, due letture che sono anche cibo per la mente e per il cuore, colpiscono per la forza e la garbatezza del messaggio e l’innocenza che sanno ancora far respirare a tutti noi: innocenza che è propria dei bambini e degli animali, così come i versi sono propri dei bimbi appena nati, dei poeti e degli animali.

Ilaria Beretta
4 agosto 2017