ATLETI VEGAN: UN SEGNO E UN SIMBOLO

Secondo i dati del sondaggio Eurispes 2018, il numero delle persone vegetariane e vegane in Italia è circa costante nel tempo, tra il 7 e l’8% della popolazione. Peccato! L’aumento del numero di persone che credono che l’alimentazione cruelty free possa aiutare a cambiare il mondo in meglio, dare cibo a chi soffre la fame, salvare Animali e Ambiente… avrebbe fatto comodo! Una ricerca dell’Università di Oxford stima che se il consumo di proteine animali fosse interamente eliminato, entro il 2050 si risparmierebbero 1.500 miliardi di dollari in costi sanitari e ambientali. Se nel 2050 ci fosse un cambiamento verso le diete vegetali, 600 miliardi di dollari in danni climatici e 1 trilione di dollari nei costi sanitari potrebbero esserere spesi per il raggiungimento di altri importanti e migliori obiettivi.
Fortunatamente la stessa ricerca Eurispes ci dice che tra i non vegani la maggioranza dei giovani giudica in maniera positiva la scelta vegana:mentre infatti la popolazione più in età è pressoché equamente divisa tra pro e contro, nelle due fasce d’età più giovani prese in esame, si dichiarano favorevoli alla scelta vegan rispettivamente il 58,8% e il 55,2%, e quindi – dando fiducia a questo tipo di ricerca demografica – possiamo ben sperare.

THE GAME CHANGERS, IL FILM DI JAMES CAMERON SUGLI ATLETI VEGAN

È una buona e importante notizia che James Cameron – il regista hollywoodiano autore di Titanic e di Avatar, i due film che hanno incassato di più nella storia del cinema – e sua moglie Suzy Amis Cameron abbiano presentato il 19 gennaio scorso al Sundance Film Festival a Park City, nello Utah, il documentario vegano The Game Changers. Per realizzarlo Cameron ha collaborato anche con il regista Louie Psihoyos, vincitore dell’Oscar 2010 per il miglior film documentario con The Cove (La baia), un documentario sull’uccisione dei delfini in Giappone e con il campione di Mixed Martial Arts della UFC (Ultimate Fighting Championship) James Wilks. Tutti insieme hanno concorso a mettere in risalto il potere di una dieta a base vegetale, capace anche di migliorare le prestazioni sportive di chi la segue.
Anche altri atleti sono seguiti dall’occhio attento del regista: Patrik Baboumian, il pesista germanico nato in Armenia, l’olimpionico Kendrick James Farris, il surfista Tia Blanco, l’ultramaratoneta da record Scott Jurek e, ultimo non ultimo, Arnold Schwarzenegger.
Grandi nomi dello sport che hanno fatto da tempo la scelta vegana e che hanno milioni di followers.

La pubblicità del film dice: «Molti altri documentari hanno attirato l’attenzione sui problemi della carne o sui benefici della scelta vegan, ma i Cameron e Psihoyos dissipano con cura tutti i miti e le “verità” riguardo la salute collegata a una dieta a base vegetale, in questo film divertente e accattivante. Se hai ancora dubbi sulla potenza di una dieta a base vegetale, questo documentario è per te».

ATLETI VEGAN: I TEST CHE PROVANO LA SALUBRITÀ DELLE “CLEAN PROTEIN”

Per dimostrare il potere di una dieta a base vegetale, i registi seguono anche un certo numero di atleti professionisti durante le visite mediche e i test che vengono loro fatti. Tra questi, merita di essere accennato quello del dottor Robert Vogel, co-presidente della sottocommissione della NFL National Football League che si occupa degli studi sull’endotelio, le cellule che rivestono l’interno dei vasi sanguigni. Vogel somministra a tre giocatori dei Miami Dolphins alcuni burritos, le tortillas ripiene, alcune con proteine animali e altre con base vegetale. Nel documentario si vede che, dopo aver prelevato il sangue e confrontato i campioni ottenuti in seguito all’acquisizione di proteine animali e di proteine vegetali, Vogel scopre che lo stesso atleta ha una funzione endoteliale più alta quando mangia a base vegetale. In altre parole, mangiare cibo a base di animali peggiora le prestazioni perché riduce il flusso sanguigno sotto sforzo, mentre il contrario accade quando ci si nutre di cibi a base vegetale, perché i vasi sanguigni, non più ricoperti internamente da una pellicola di colesterolo, mantengono la loro elasticità e possono espandersi sotto sforzo aumentando il flusso sanguigno e quindi la prestazione sportiva.

ATLETI VEGAN IN ITALIA

Chi volesse saperne di più sul legami tra alimentazione e prestazione fisica, tra cibo e sport, può leggere il libro di Antonella Bellutti dal titolo La vita è come andare in bicicletta (Edizioni Sonda, 2017): due volte medaglia d’oro olimpionica di ciclismo nel 1996 e nel 2000, l’autrice racconta la sua ossessione per il cibo e per il peso collegati alla prestazione sportiva e ai controlli quotidiani che la prassi dell’allenamento prevede e di come, una volta scoperta l’alimentazione vegana, tutto sia cambiato, permettendole di raggiungere i massimi livelli agonistici senza avere problemi e malesseri.

ATLETI VEGAN: ALIMENTAZIONE; ETICA E CONSAPEVOLEZZA

È interessante scoprire nel libro di Antonella Bellutti, così come nelle interviste che Cameron fa agli atleti americani, che nella maggior parte dei casi gli atleti scelgono una dieta vegan mentre diventano consapevoli delle sofferenze inflitte agli Animali e delle conseguenze che l’alimentazione carnea continua a imporre all’Ambiente e alla mancanza di cibo per 815 milioni di persone che soffrono la fame. Come se la potenza fisica e la predisposizione alla vittoria siano dovute a un insieme di fattori che comprendono non solo un’alimentazione a base vegetale ma una visione del mondo e una consapevolezza personali legati alla responsabilità collettiva.

Ilaria Beretta
2 febbraio 2017