Passato il lockdown, 3 mesi difficili, mai accaduti, di fermo delle attività lavorative e sociali, vi proponiamo una riflessione:

tutto ritornerà come era prima o ci sarà un cambiamento? 

E possiamo come vegetariani ed ecologisti contribuire?

Gli italiani si dividono in Progressisti, che vorrebbero dei cambiamenti e i Conservatori che difendono i valori tradizionali e che si combattono tra loro, ma non tutti sanno che esiste una nuova categoria sociologica i Creativi Culturali, creatori attivi di una nuova Cultura. Infatti dopo studi americani durati 13 anni del sociologo Paul Ray e ripetuti in Italia dal sociologo Enrico Cheli di Siena e da Federico Montecucco, medico olistico, sono stati individuati come nuovo gruppo caratterizzato da impegno ecologico, ricerca libera della spiritualità e dello sviluppo psicologico individuale e di una coscienza planetaria, una  visione globale, olistica, della vita, tra cui gli stessi vegetariani e i fautori di medicine alternative e agricoltura biologica, che sono in crescita dal 30 al 35% circa. www.creativiculturali.it

Quindi diverse sono state le reazioni a questa situazione e le prospettive future che comporta…chi era rigido e chiuso è rimasto chiuso, sperando che tutto finisse bene e si tornasse alla normalità, chi invece era propenso al nuovo ha sperato che si prendesse coscienza tutti della necessità di cambiare il nostro modo di vivere sociale e verso l’ambiente…questa nuova categoria sociologica dei creativi culturali è rimasta attiva, come era prima nel sostenere i cambiamenti migliorativi, già promossi precedentemente.

In Italia abbiamo visto ridotto l’inquinamento ambientale e aumentato lo scambio di notizie su nuovi rischi costituiti da elettromagnetismo in aumento con arrivo di nuove frequenze di cellulari e pc, il 5 G ed eventuali correlazioni tra stress, inquinamento e 5G, sulla diffusione del virus, partendo da cedimenti del sistema immunitario umano, studi sono stati in questi giorni consegnati all’Istituto superiore di Sanità ISS, che ha promesso di valutarli attentamente. Attenzione viene data anche per gli eccessi dell’industria della carne e alimentare, con abusi di pesticidi e sostanze nocive, come gli antibiotici che provocano resistenza. www.oasisana.com

In Cina da dove è iniziato tutto, vi sono stati cambiamenti con nuove leggi che vietano carne di gatto e cane, limitazioni ai wet market, mercati di animali vivi, aumento dei vegetariani e dei simpatizzanti.

«La natura ci ha parlato forte e chiaro attraverso l’emergenza pandemica, ha chiarito in un messaggio il segretario generale dell’Onu António Guterrez: ci ha detto che il nostro ecosistema è malato e che bisogna agire quanto prima per ripristinarlo. C’è un legame diretto tra pandemia, inquinamento che causa i cambiamenti climatici e impoverimento della biodiversità sul pianeta. Ecco perché tutto il 2020 è dedicato alla biodiversità».

Un messaggio,  basato su evidenze scientifiche citate dall’Onu, che dimostrano il legame diretto fra tre fenomeni che solo in apparenza non hanno niente in comune: biodiversità, cambiamenti climatici e pandemia. In Europa invece per la prima volta la Commissione europea ha affrontato la questione dell’agricoltura intensiva. “Il passaggio a una dieta più vegetale, con meno carne rossa e trasformata e più frutta e verdura, non solo ridurrà il rischio di malattie letali, ma anche l’impatto dell’ambiente sul sistema cibo”, è scritto nel capitolo «Dalla fattoria alla tavola». “La Commissione europea chiede che le vendite di antibiotici per bestiame vengano dimezzate entro dieci anni, un problema ambientale e di salute pubblica. Si stima infatti che la resistenza agli antibiotici sia responsabile di circa 33.000 morti all’anno nell’Unione. È inoltre in corso una revisione della legislazione sul benessere degli animali, con la possibile creazione di un’etichettatura dei prodotti che rispettano questo criterio realmente. In passato come Avi, con altre associazioni abbiamo avuto risultati in campo ecologico dallo stop agli OGM e al nucleare, all’aumento del bio e della consapevolezza anche tra i non vegetariani dei problemi legati all’abuso degli animali da parte di industria alimentare e farmaceutica, con la vivisezione. Ora con i trattati internazionali TTPI, CETA, ecc. si era tentato di riportare da noi prodotti ogm e con minori standard di qualità e quindi l’attenzione dovrà rimanere alta, lo stesso dicasi per nuovi ogm, detti NBT, infatti dopo la sentenza della Corte di giustizia europea che equipara le nuove tecniche ai “vecchi” Ogm, alla fine dello scorso anno il Consiglio Ue ha invitato la Commissione a rivedere la direttiva sugli Ogm per renderli utilizzabili. https://www.terranuova.it/Il-Mensile/Nbt-i-nuovi-Ogm-alle-porte-dell-Europa

Anche alcuni dei nuovi vaccini implicano cambiamenti al nostro Dna, che vanno ben valutati, col principio di precauzione…per i rischi che possono comportare. Contribuiamo attivamente allora, interiormente e socialmente al cambiamento, in quanto non pare sostenibile tornare come prima, per il nostro pianeta e i suoi abitanti umani ed animali…

dr. Ciro Aurigemma,
psicologo, a Roma dal ’98, è docente di materie psicologiche in Accademia quantica, Vegetariano dal 1986 e socio Avi dal ’99 e ora socio Limav, lega int. medici per abolizione della vivisezione. Delegato Lazio Avi e per l’ecologia dal 2002. www.psiconaturopatia.it