Generalmente le persone che si astengono da carne e pesce per ragioni etiche, lo fanno nella generosa convinzione di danneggiare parzialmente se stesse, salvando le vite di molti animali. Tutto al contrario, è ormai ampiamente dimostrato come di per sé le diete vegetariane siano molto più salutari rispetto a quella onnivora: è sufficiente assicurarsi, come sempre del resto, di non mangiare ogni giorno le stesse cose. Dati alla mano, i vegetariani risultano meno cagionevoli e più longevi degli onnivori, invecchiano meglio e in virtù del loro stile di vita sono decisamente meno soggetti a tutta quella vasta gamma di patologie, così diffuse nei paesi che seguono un’alimentazione di stampo occidentale ma praticamente sconosciute in quelli più poveri. Cancro, diabete mellito, osteoporosi, arteriosclerosi, ictus, allergie, obesità, cecità, calcoli renali, Alzheimer e demenza senile: il vegetarismo può aiutare a prevenire e talvolta persino a far regredire queste malattie. La quantità di studi che lo provano è sterminata e la loro serietà indubitabile.
 
La ricerca epidemiologica più importante che sia stata condotta in tema di salute e nutrizione è quella del Dottor Colin Campbell, professore emerito alla Cornell University e autore del bestseller “The China Study”, famoso in tutto il mondo per i risultati eclatanti che ha portato. Il Dottor Campbell, per origini famigliari allevatore di bestiame e inizialmente allineato con i suoi colleghi nel denigrare e sconsigliare una dieta a base vegetale, ha portato avanti una ricerca durata ben ventisette anni sul rapporto che intercorre tra la nostra salute e quello che mangiamo. Campbell ha dimostrato con evidenza schiacciante come i cibi di origine animale non contengano nulla che non si trovi già in quelli vegetali, con la differenza che i primi provocano una moltitudine di malattie innecessarie.
 
Abbinata ad un minimo di esercizio fisico, una dieta vegetariana consente di ottenere uno stato di salute ottimale. Tolti i prodotti di origine animale, rimangono a disposizione gli ingredienti ideali per preparare tante ricette prelibate, semplici e soprattutto molto sane. Cereali, frutta e verdura sono una miniera di carboidrati, vitamine, proteine e sali minerali. Gli organi ufficiali della American Dietetic Association e i Dietitians of Canada sono concordi nel riconoscere appropriate a tutti gli stadi del ciclo vitale le diete vegetariane.
 
Molte volte, per ignoranza o malafede, si dice che la funzione degli animali sia quella di filtrare le piante di cui si nutrono ripulendole da tutti i pesticidi e le sostanze chimiche con cui vengono trattate dai coltivatori. A ben vedere, con questo sistema gli animali diventano veri e propri ricettacoli in cui si concentrano gli elementi tossici presenti nel suolo, nell’atmosfera e nell’acqua inquinate. Alla fine le loro carni risultano assai più nocive per noi di quanto non lo sarebbero state le piante con cui sono stati alimentati in partenza. Non parliamo poi degli antibiotici e degli ormoni che vengono regolarmente somministrati in gran quantità agli animali da allevamento, per evitare che si ammalino e deperiscano: sono tutte sostanze chimiche che finiscono per via diretta nell’organismo di chi andrà poi ad ingerire i corpi di quegli animali. Solo le condizioni in cui sono allevati animali come polli, mucche e maiali dovrebbero dissuaderci dal nutrircene. Sono loro le vere cause dei frequenti casi di contaminazione uomo animale manifestatisi negli ultimi anni: si pensi alla mucca pazza, all’aviaria o all’influenza suina.
 
Anche i pesci vengono ormai per il 50% da allevamenti artificiali, dove soffrono degli stessi problemi degli animali di terra. Quelli pescati ancora liberi assorbono nel loro corpo tutte le sostanze tossiche che inquinano i nostri mari (ad esempio la diossina), rendendo il pesce un alimento tutto tranne che salutare.
 
Solitamente ci si trova ad argomentare davanti ad un pubblico incredulo come sia possibile vivere in salute senza mangiare animali. Sarebbe opportuno, a vantaggio di tutti, ribaltare questo paradigma infelice e cominciare a chiedersi in che modo è possibile stare bene senza essere vegetariani.